Ulla Popken è un’azienda tessile dalle antiche origini, leader europeo nel settore curvy. 

Fondata da Johann Popken nel 1880 nella Germania del nord in qualità di azienda manifatturiera, è stata tramandata per generazioni, da padre in figlio.

Ulla Popken raggiunge il successo specializzandosi in abbigliamento premaman, mettendo la propria conoscenza a disposizione di questo settore di nicchia. Partendo dal concetto dell’inclusione della silhouette curvy e connettendo la conoscenza della figura della  donna/mamma, apre il primo negozio di taglie comode proprio in Germania.

Seguendo il mottobody positive”, Ulla Popken è un’azienda molto simile ad altre retail diffuse in molti paesi dell’Europa del nord che, in un periodo in cui le aziende fashion fanno un po’ fatica a lavorare intorno alla figura curvy, le cosiddette PLUS SIZE, ha invece portato innovazione e potenziato le sue vendite.

Nel 2015, infatti, l’azienda ha subito una riorganizzazione e, attraverso la trasformazione digitale, è passata a circa 500 negozi in tutta Europa, con un fatturato online che ad oggi rappresenta circa il 50% del fatturato complessivo.

Attualmente Popken Fashion Group vede la presenza di circa 3000 dipendenti ed è prevista l’apertura di un nuovo e-commerce in Spagna, da settembre.  

Uno dei suoi punti forti è la proposta sempre varia: Ulla Popken propone, infatti, nuove collezioni ogni mese, offrendo un catalogo ricco di outfit per ogni tipo di occasione.

Il gruppo si distingue per essere libero dai limiti dettati dai canoni di bellezza e delle taglie standard, considerando la moda un mezzo per esprimere il proprio stile e la propria personalità. 

Promuovono ideali di bellezza reali, dove imperfezione non è più sinonimo di limite, bensì di unicità e uniscono la qualità con l’alta vestibilità, per un bacino di utenza sempre in crescita. Ulla Popken contribuisce, dunque, ad utilizzare il linguaggio della moda per esprimere la propria personalità e unicità.

Francesca Bazzocchi ricopre in azienda il ruolo di Country Manager Italy e si è espressa per noi raccontandoci del modo di lavorare di questa azienda nord europea.

Cosa hai fatto per orientarti nel mercato in questa fase storica? 

L’azienda ha messo a disposizione dei dipendenti la massima flessibilità di smart working (inteso come lavoro flessibile nelle fasce orarie “preferite” all’interno della giornata). Ha inviato una strumentazione informatica ai dipendenti a casa e ha lasciato decidere a ogni impiegato se lavorare 100% da casa o in alternanza casa-ufficio.

Quali sono le competenze che hai messo in campo? 

Il mio ruolo (ovvero quello di Country Manager) si svolge da remoto; per accorciare le distanze con l’HQ abbiamo adottato strumenti di collaborazione e processi che ci permettono di non abusare delle video call, per esempio. 

Le competenze messe in campo sono sicuramente il problem-solving, la negoziazione e la mediazione (richieste dal ruolo e dalla distanza).

C’è anche molta attenzione a non abusare del tempo utile delle risorse: la gestione delle call lavorative è per esempio una procedura più che rodata, infatti dalle ore 10 alle 16 ogni meeting viene schedulato, con una durata media di circa 30 minuti. Questo elemento ha creato un aumento dell’efficienza valorizzando il tempo del professionista e ha anche aperto la possibilità di organizzare delle riunioni smart nelle quali il tempo prezioso viene utilizzato per affrontare gli obiettivi del meeting senza perdite di tempo; questo crea, inoltre, la possibilità, in alcuni casi, di terminare le riunioni prima del tempo previsto.

Grazie a questa tecnica, in una call di mezz’ora si riescono a chiarire tutti i dubbi e definire una linea di azione.

Come rispondi ad un mercato incerto e volatile? 

Con quello che Ulla Popken chiama “down to earth”, ovvero un atteggiamento estremamente pragmatico che ci permette nel breve di guardare i dati ed essere veloci; nel contempo, per il medio-lungo termine occorre visione per eventualmente ridefinire direzione e gli stessi KPI.

Alla fine del 2020 infatti, l’azienda  ha deciso di aprire il mercato italiano e il 25 marzo è stato messo online il primo sito italiano e-commerce ( www.ullapopken.it ).

Ancor prima della pandemia la strategia aziendale si è rivolta ad ampliare il mercato, testando il mercato italiano, esportando nel nostro Paese il modello di business rodato nella centrale tedesca.

Così hanno trovato proprio in Italia nella figura di Francesca, country manager che segue i processi e gli orari dei dipendenti soprattutto da remoto.

Quanto ti fai guidare dalla tua vision e in che modo? 

Costantemente. Ogni piccolo task quotidiano/settimanale deve rientrare nella vision complessiva condivisa con l’azienda, che lascia ampi margini per decidere come arrivare all’obiettivo finale, evitando inutile micro-managing.

Hai colto opportunità da questo momento?

Assolutamente sì. I risultati dell’azienda hanno dimostrato che almeno in ambito e-commerce la distanza fisica non è un vincolo, anzi talvolta ci rende più produttivi. 

Vengono effettuati velocissimi brainstorming e si mettono a terra delle azioni concrete, testando nella maniera più veloce possibile, insieme a tutte le figure di responsabilità, le giuste azioni da applicare alle strategie aziendali.

Cosa hai innovato nella tua azienda o nel tuo ruolo?

Sono in azienda solo da 6 mesi e ho contribuito a portare il brand in Italia, importandolo “digitalmente” con un e-commerce, canali social e altri asset digitali che compongono l’ecosistema. L’azienda ha radici storiche nei Paesi del Nord Europa e in Italia l’accoglienza finora è stata buona anche grazie al settore di nicchia (abbigliamento Curvy e Plus Size). Stiamo cercando di diffondere i valori di Inclusività del brand ma anche di migliorare altri aspetti, dalla logistica al customer care.

Cosa ti servirebbe per essere ancora più agile

Essere clonata 🙂

Ringraziamo Ulla Popken e Francesca Bazzocchi per la loro professionalità ed impegno su un tema molto caldo in questa fase: l’inclusività. Grazie alla promozione di una moda più etica, si fornisce un grande contributo nell’evitare di cadere nei soliti canoni di bellezza, favorendo un’attenzione all’autenticità e alla libertà di essere di ogni donna.

Gaia Carnesi

L'autore

Gaia Carnesi

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