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Rextart è un’azienda che nasce nel 2007 dall’idea di tre soci con l’obiettivo di capitalizzare la loro lunga esperienza maturata nel settore ICT (information and communications technology)

Il loro obiettivo è progettare e realizzare soluzioni innovative per migliorare i processi di business e accompagnare i loro clienti nel delicato ma sfidante processo di trasformazione digitale.

Svolgono attività di monitoraggio tecnologico portando da sempre avanti attività di consulenza e soluzioni customizzate per i clienti, applicando i nuovi paradigmi di sviluppo e governance per un ICT sempre più efficiente e funzionale al business.

Rextart presenta un dinamico team di circa 65 professionisti ed ha sede in varie città d’Italia, a partire da Roma, Milano, per arrivare a Torino, Venezia e Genova. Nel 2020 hanno chiuso con un fatturato di circa tre milioni.

L’entusiasmo che mettono nel loro lavoro li distingue, così come la varietà dei loro progetti.

Le loro risorse manageriali sono in azienda da almeno 10 anni e questo ha garantito la rapidità di risposta ai cambiamenti del mercato. Sono presenti in vari mercati: Telco & Media, Energy, Finance, Betting e negli ultimi anni anche Retail e Fashion & Luxury. 

Da sempre sono molto attenti alla formazione delle risorse umane e alle esigenze di ogni singolo dipendente.

Valentina Vitrano è la Talent Acquisition & Employer Branding Manager da circa due anni.

Definisce il suo percorso “atipico”, dal momento che ha lavorato prima in multinazionali e poi ha deciso di scegliere un’azienda decisamente più piccola.

Una parabola dunque che segue un ordine diverso dal comune e che le ha dato la possibilità di conoscere in maniera più approfondita il vasto mondo delle aziende ICT.

Valentina cerca sempre di capire se le risorse sono allineate alla visione di Rextart e alla loro realtà. 

Cosa hai fatto per orientarti nel mercato in questa fase storica?

Ho cercato di ascoltare di più sia i dipendenti sia i candidati, per capire le loro esigenze e anche dal punto di vista psicologico come stanno vivendo questa fase.

Quali sono le competenze che hai messo in campo?

Ascolto, empatia, comprensione e umanità.

Come rispondi a un mercato incerto e volatile?

Non facendo programmi a lungo termine ma dandomi obiettivi mirati e di breve respiro.

Quanto ti fai guidare dalla tua vision e in che modo?

In tutto quello che faccio cerco sempre di lasciare un’impronta personale e di seguire i miei ideali, seppur mantenendo un occhio puntato al rendimento aziendale.

Hai colto opportunità da questo momento?

Si, quella di dedicare più tempo alla mia formazione professionale, credo non si debba mai smettere di imparare qualcosa di nuovo.

Valentina ha infatti preso parte a molti webinar sulla leadership e sulla comunicazione in tempi di crisi. Cosa hai innovato nella tua azienda o nel tuo ruolo?

Ho dovuto confrontarmi con una gestione da remoto delle risorse e non sempre è stato semplice, soprattutto all’inizio della pandemia. Come azienda stiamo incrementando pacchetti assicurativi più inclusivi e bonus su vasta scala.

La fase attuale non è stata semplice perché la distanza non ha aiutato. Essendo un’azienda giovane infatti, si è persa la relazione di vicinanza e di presenza che aiutava molto a mantenere un clima socialmente attivo e coinvolto.

Per creare un clima di riavvicinamento e contatto durante lo smart working, abbiamo per esempio organizzato una festa online di Pasqua durante il lock down del 2020. La pausa caffè si svolgeva da remoto ed ogni dipendente inviava una foto del “lato positivo” del suo smart working.

Prima dell’estate è stato anche organizzato un “summer party” sempre a distanza, per mantenere viva l’abitudine aziendale di festeggiare insieme l’arrivo delle vacanze mentre, a dicembre, abbiamo chiesto ai dipendenti di preparare un video dove si “lanciavano” un pacchetto regalo creando una catena umana di auguri. Abbiamo poi continuato a svolgere degli incontri di valutazione a distanza con le risorse con l’obiettivo di mantenere l’engagement delle risorse.

Cosa ti servirebbe per essere ancora più agile?

Servirebbe un profondo cambio di mentalità: in Italia si è ancora troppo legati al concetto che contano di più le ore che si passano in ufficio rispetto agli obiettivi da raggiungere. Io credo che la differenza la faccia la qualità del lavoro svolto, il resto fa contorno.

 

Vogliamo ringraziare Rextart e Valentina Vitrano per l’entusiasmo e la volontà tipici di un’azienda giovane ma ormai radicata nel mondo ICT Italiano. Per la capacità di adattarsi alle tante condizioni imposte da questo periodo storico, senza abbandonare il mood positivo ma rivisitandolo ed adattandolo alle nuove esigenze. Nota di merito per l’attenzione rivolta agli ambiti dello sviluppo sociale, economico e ambientale, da considerarsi in maniera integrata, poiché i benefici dello sviluppo sono vani senza il benessere delle persone e un’equa distribuzione.

Gaia Carnesi

L'autore

Gaia Carnesi

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