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Abbiamo avuto l’onore di intervistare Bill Niada, fondatore della Fondazione BULLONE, in lizza per il nostro premio Celebrate di Excellence 2024 nella categoria Cultura Educazione. Bill, un imprenditore milanese nel campo della moda e oltre, si è rivelato una persona dalle mille risorse.

La Fondazione ha origini in una toccante storia di impegno e dedizione verso gli adolescenti affetti da cancro. Nell’intervista, Bill condivide come una tragica vicenda familiare sia stata affrontata come un’opportunità di ispirazione per creare qualcosa di meraviglioso, capace di lasciare un’impronta nel mondo.

Entrando in contatto con l’Istituto dei Tumori a Milano, Bill è stato coinvolto dallo staff ospedaliero in iniziative rivolte agli adolescenti, spesso più trascurati rispetto ai bambini, nel complesso periodo delle cure”.

Il cuore della Fondazione si è concentrato sull’offrire a questi ragazzi la possibilità di recuperare il tempo “dedicato” alla malattia e di reintegrarsi nella società. Questo, tra i tanti aspetti raccontati da Bill, è stato il nucleo centrale della loro missione.

L’iniziativa ha preso forma quando la Fondazione è stata chiamata ad aiutare, collaborando con l’Associazione Magica Clem dedicata alla figlia Clementina, per affrontare le sfide che i ragazzi malati di cancro affrontano nel loro percorso.

Successivamente, la Fondazione ha ampliato la sua missione, concentrandosi sulla ricostruzione delle vite dei giovani affetti da cancro. Partendo dall’impegno nei confronti dei bambini, la Fondazione ha sviluppato progetti, inclusa un’iniziativa editoriale con il giornale “Il Bullone”, scritto dai giovani stessi. Questo giornale affronta argomenti di interesse generale anziché concentrarsi sulla malattia, dando voce ai ragazzi e trasformandoli in giornalisti sociali riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti di Milano.

Oltre al giornalismo, la Fondazione promuove l’arte trasformativa attraverso mostre come “Cicatrici”, in cui le persone fisicamente riportano le proprie cicatrici su opere d’arte classiche. Questo progetto mira a trasmettere il messaggio che, attraverso le sfide della malattia, è possibile creare qualcosa di ancora più bello e vitale. Le cicatrici, lontane da segni di debolezza, rappresentano la forza e la bellezza autentiche di chi le porta.

La Fondazione ha esteso la sua influenza anche nel campo aziendale, collaborando con grandi marchi come Barilla ed Esselunga per sviluppare progetti di responsabilità sociale e team building.

Bill sottolinea l’importanza di mettere in relazione le persone attraverso storie di vita, sfatando miti sulle apparenze e promuovendo un ambiente di lavoro basato sulla collaborazione e sulla comprensione reciproca. Attraverso la narrazione delle esperienze di malattia di questi ragazzi, la Fondazione offre una prospettiva che ridimensiona la realtà, sottolineando i veri valori della vita.

La possibilità di condividere queste esperienze in contesti aziendali offre l’opportunità di rivedere il quotidiano con occhi diversi e di valutare ciò che conta veramente, andando oltre le richieste della società e degli obiettivi aziendali sempre più sfidanti. La Fondazione BULLONE è stata candidata tra le eccellenze poiché la divulgazione di storie di vita così profonde rappresenta per noi l’opportunità di non dimenticare il lato umano, spesso “degradato” a vantaggio delle performance o degli obiettivi sempre più sfidanti. Quanto conta la nostra unicità?

Grazie, Bill. Grazie, BULLONE!

Marilù Carnesi

Psicologa, psicoterapeuta, business coach psychologist, co-owner della Cieffe Consulting, è trainer e responsabile della formazione.

L'autore

Marilù Carnesi

Psicologa, psicoterapeuta, business coach psychologist, co-owner della Cieffe Consulting, è trainer e responsabile della formazione.

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