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Inside2me è una giovane start up professionale nata dalla brillante idea di Lorena Manco e Antonio Mauro. 

Lorena è avvocato e si occupa in particolare di cyber security nel mondo bancario e assicurativo,  di analisi del rischio nelle aziende e possiede anche diverse esperienze nelle risorse umane e nel marketing. 

Antonio Mauro è PhDL professionista ed esperto in sicurezza informatica. 

La loro idea è originata dalla volontà di trasformare un periodo negativo (pandemia e lock down) in positivo, vedendo il bicchiere mezzo pieno e valorizzando il tempo “libero” a loro disposizione per sfruttarlo in qualcosa di proficuo per la comunità.

Inside2me: come nasce il progetto:

Il progetto è un B2B e si occupa di migliorare il potenziale umano attraverso il supporto dell’Intelligenza artificiale, mantenendo sempre vivo il connubio tra emotività, sensibilità umana e  la meccanicità e la tecnica della robotica.

Il risultato? Un’incisiva riduzione dell’impatto umano nei processi decisionali e non solo, dalla quale ne consegue una semplificazione del lavoro per il dipendente ed un ottimo risultato finale.

Il nome “INSIDE2ME”nasce dalla fusione tra fattore umano e tecnologia, l’uomo e l’intelligenza artificiale. Il progetto si declina, poi, in varie sfumature.

Il loro metodo di ricerca si focalizza sulle risorse umane, nei settori della sicurezza e assicurazione, sui diritti informatici e delle infrastrutture.

Puntano ad integrare il processo di analisi del rischio, fattore umano (inteso come disciplina   scientifica che studia le interazioni tra essere umano e gli altri elementi di un sistema, attraverso teorie e dati, affinché si migliori il benessere umano e le prestazioni del sistema), analisi forense digitali e intelligenza artificiale.

Inside2me fornisce anche consulenze, non solo per le aziende ma anche per le pubbliche amministrazioni e per il governo, poiché è soprattutto in questi contesti che si rende visibile il sostegno tecnologico nell’ottimizzazione dei tempi e del lavoro stesso.

L’obiettivo di questo progetto è infatti quello di aiutare e sostenere le aziende, integrare tutte le discipline per ridurre l’impatto umano e realizzare così un moltiplicatore di forza mediante la tecnologia. 

Cambiamento e innovazione sono le parole chiave del progetto e la sicurezza informatica ne rappresenta il vertice.

Il personale di Inside2me, altamente competente ed esperiente, svolge laboratori di integrazione di intelligenza artificiale, fattore umano, scouting e nuova tecnologia; rivoluzione umana mirata al miglioramento grafico con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale (I.A).

Per Fattore Umano si intende tutti quegli elementi quali lavoro, organizzazione e individuo che influenzano il comportamento e dunque implicano conseguenze sulle scelte ma anche sugli obiettivi di salute e sicurezza.

Ad oggi ci sono dei tools che forniscono dati statistici, mentre con l’IA si può analizzare una grossa mole di dati e fare un’analisi oggettiva che l’uomo non riesce a fare. 

La macchina genera risultati oggettivi e sono un valore aggiunto per l’attività dell’uomo.

La maggior parte delle analisi del rischio è gestito dal fattore umano che può condizionare le scelte: le emozioni, le esperienze, le sensazioni influenzano decisamente le valutazioni finali. 

Le emozioni umane vanno infatti assolutamente considerate un valore aggiunto per giungere a dei risultati completi. Sono proprio le emozioni che ci conducono a comporre delle scelte ottimali, dando sensibilità al contesto, cosa che la “macchina” non è capace di fare; dunque l’integrazione di entrambe fornisce valore aggiunto al progetto.

L’intero progetto pone le sue basi sull’idea di ridurre la “discrezionalità umana” nell’analisi attraverso l’asetticità dell’intelligenza artificiale. 

L’idea è quella di far accrescere ed emancipare il profilo lavorativo umano per lasciare la cosiddetta “manovalanza” tecnica (talvolta monotona e ripetitiva) alla tecnologia, sfruttando così nel miglior modo possibile quelle sfumature che solo l’emotività possiede, in aggiunta alla fredda correttezza della robotica. 

Un aspetto che Lorena e Antonio intendono fermamente puntualizzare risiede nel concetto che la tecnologia andrebbe usata come moltiplicatore di forza e non in nostra sostituzione.

L’intelligenza artificiale non è emotività, sensazione, esperienza ma è tutto ciò che supporta e sostiene le mani e la mente dell’uomo nel lavoro. 

L’IA potrebbe essere considerato l’artefatto cognitivo che può supportare le attività dell’uomo, poiché la scelta finale è sempre quella umana. 

Inside2me: l’algoritmo applicato alle risorse umane 

L’algoritmo è applicabile in modo multidisciplinare su diversi livelli e realtà. 

Esso effettua inoltre simulazioni sulle esperienze in un mondo parallelo che non esiste. Un’applicazione potrebbe essere quella riguardante le risorse umane, perché nella fase di ricerca non c’è valutazione personale soggettiva. 

Se la selezione si sofferma solo sullo screening molte persone, che su carta non presentano i requisiti adeguati, potrebbero essere scartate. 

Con l’IA si possono raggiungere invece maggiori informazioni sulle persone che superano la coscienza e l’emotività del selezionatore. 

Si tratta sempre dunque di uno scambio equo e proficuo.

Questo progetto ha suscitato forte interesse negli ordini governativi americani, che hanno molto apprezzato la ricerca portando anche dei casi di studio da approfondire. 

Con Inside2me collaborano infatti alcune università americane per una sinergia tra sviluppo di algoritmi e idee innovative. Varie sono state le proposte fatte anche a ONG e applicazioni concrete. 

Inside2me: che impatto genera l’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro?

Abbiamo chiesto a Lorena e Antonio che impatto sociale può avere questo brillante progetto e, secondo il loro parere, le conseguenze andrebbero a coinvolgere due punti differenti: il mondo del lavoro e l’utente medio. 

Nel mondo lavorativo non ci saranno perdite di posti di lavoro o sostituzioni a favore delle macchine, bensì aumenterà il Know how,  le skills dove i lavoratori avranno una formazione maggiore per lasciare i ruoli moltiplicatori alle macchine. 

Dal punto di vista dell’utente medio, invece, si godrà di una riqualificazione sociale su vari fronti, per esempio l’erogazione dei servizi della pubblica amministrazione sarà migliore e senza limitazioni, poiché semplificata e gestita in modo robotico.

Come sostiene Lorena Manco, l’IA rappresenta un artefatto cognitivo che permette all’uomo di amplificare le sue capacità decisionali e farlo al meglio. Il tutto sempre nel rispetto della normativa dei diritti umani e sul processo di dati corretti. 

È fondamentale in questo contesto un’adeguata e funzionale comunicazione, poiché vedere nelle macchine e nella tecnologia un concreto rischio competitivo indebolirebbe l’intera idea. 

Andrebbe invece vissuto e percepito come l’opportunità del lavoratore di riqualificarsi e crescere nel suo ruolo, evolvendosi. 

 

Ringraziamo Inside2me per averci voluto condividere in anteprima questa ricerca , li ringraziamo anche per l’innovazione e attenzione ai nuovi mezzi che la tecnologia, in comunione con il fattore umano, ci può fornire. Per il corretto ed equilibrato utilizzo, nel rispetto della professionalità umana e per fornire un servizio di alto livello.

Gaia Carnesi

L'autore

Gaia Carnesi

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