Come trovare lavoro: le competenze trasversali valide per ogni lavoro, valutate positivamente dalle aziende, che non possono mancare in un curriculum vitae.

Soft Skills e Hard Skills: cosa sono?

Avete mai sentito parlare di Soft Skills? Letteralmente le competenze “leggere”, che in italiano si possono tradurre come competenze trasversali.

Si differenziano dalle Hard Skills, ossia le competenze tecniche specifiche per ogni  tipologia di lavoro.

Sono fortemente connesse alla conoscenza acquisita attraverso formazione specifica, sono più osservabili e misurabili, e questo fa sì che sia più facile apprenderle.

Ad esempio, se tu fossi un parrucchiere, tra le tue competenze base ci sarebbe il saper usare forbici e rasoio per le tecniche di taglio, l’uso corretto del phon, o il saper miscelare i prodotti per realizzare il colore desiderato dalle tue clienti.

Ma quando si parla di Soft Skills la questione non è altrettanto chiara, a partire dal loro significato.

Tali competenze raggruppano le qualità personali, le capacità, l’atteggiamento in ambito lavorativo e le conoscenze nell’ambito delle relazioni con gli altri.

Questo le rende molto più difficili da valutare e misurare.

Sono molto importanti poiché influenzano il modo in cui affrontiamo le situazioni, in cui valutiamo noi stessi e gli altri, e sono valide per qualsiasi contesto lavorativo.

Che tu lavori in autonomia o in team; che tu faccia parte di una PMI o di una multinazionale; che tu sia un tecnico, un operaio o un manager.

Ecco alcuni esempi: saper gestire lo stress, saper coordinare un gruppo di lavoro, essere flessibili e sapersi adattare alle situazioni, comunicare in maniera efficace, e così via.

Per questo, vengono valutate attentamente dalle risorse umane in sede di colloquio.

Normalmente la scrematura sui curriculum vitae si fa in base alle competenze ed esperienze pregresse, sia formative che professionali, ma poi la scelta definitiva sul candidato avviene soprattutto in base all’allineamento delle sue soft skills al profilo atteso dall’azienda.

Sono stati condotti molti studi su questo tema. Ad esempio, il World Economic Forum nel 2016 ha analizzato le dieci abilità che saranno più richieste a partire dal 2020.

È stato rilevato che le soft skills peserebbero più del 60% nella definizione dell’intero processo valutativo.

Non basta più dunque elencare solo le qualifiche, i corsi, gli studi effettuati e le esperienze lavorative per farsi notare.

Ma quali sono le competenze più ricercate nel mercato del lavoro? Continua a leggere per scoprire come trovare lavoro attraverso lo sviluppo di precise competenze trasversali.

come trovare lavoro

Come trovare lavoro: ecco le 4 soft skills (più) richieste

 

  1. La flessibilità

Qualunque sia la mansione o il ruolo ricoperto, chi possiede un buon livello di flessibilità sa adattarsi bene ai cambiamenti e dare il meglio di sé in ogni contesto.

Attenzione, essere flessibili non significa “piegarsi” a tutto senza esprimere la propria visione e le proprie aspettative, ma vuol dire essere capaci di modificarsi e rinnovarsi apprendendo nuove conoscenze, specialmente quando le proprie hard skills diventano obsolete.

Flessibilità vuol dire anche disponibilità a collaborare con persone – che si tratti del/i capo/i o dei colleghi –  che hanno metodo di lavoro, qualità e punti di vista anche diversi dal proprio.

Questa caratteristica è molto ricercata dalle aziende che vogliono essere competitive in un mercato del lavoro sempre più ostile e in continua mutazione. Sarà fondamentale, quindi, capire come lavorare su questa competenza per apprendere come trovare lavoro.

Come trovare lavoro? Parti dalle tue competenze trasversali!

  1. Il Problem Solving

Significato letterale: risoluzione di un problema.

Il problem solving è la capacità di fornire possibili soluzioni ad un problema – che ad esempio non può essere risolto in maniera “tradizionale” – usando la creatività.

Il giusto mix di strategia ed inventiva: per allenare il problem solving bisogna saper pensare fuori dagli schemi, creare collegamenti originali e proporre cambiamenti, sapendo anche stimarne l’implicazione sui risultati ottenibili.

Questa capacità è valutata positivamente nell’ambito lavorativo, sia per il lavoro del singolo che per i lavori di gruppo.

Se un giorno ti capitasse, durante un colloquio, di ricevere domande tipo: “Come metterebbe un elefante in un congelatore?” o “Secondo lei quante palline da golf entrano in questa stanza?”, non scoppiare subito a ridere o non rinchiuderti in un misterioso mutismo cercando di pensare alla risposta giusta: in realtà, non esiste – in molti casi – una risposta corretta ed universale.

I selezionatori in questo caso vogliono testare la tua elasticità mentale, il tuo modo di ragionare anche in situazioni fuori dal comune, il modo in cui ti approcci alle sfide, testando la tua determinazione. È un metodo usato anche per valutare la tua reazione ad una condizione di stress.

  1. Come trovare lavoro: la capacità di lavorare in gruppo

Altresì chiamato team-working.

In molti ambiti lavorativi, oltre a gestire il proprio lavoro in autonomia, ci si ritrova spesso a dover lavorare in gruppo per raggiungere un obiettivo comune, che è quello che l’azienda ha prefissato.

Su questo punto dovremmo aprire un’enorme parentesi, per cui ci riserviamo di approfondire questo tema in un prossimo articolo sul nostro blog.

Saper lavorare in gruppo vuol dire conoscerne innanzitutto le dinamiche: chi fa cosa, quale apporto dà ciascun membro, quali sono le relazioni e le tempistiche.

Bisogna saper creare un clima favorevole, sapersi allineare e anche “correggere il tiro” quando qualcosa non sta andando come volevamo.

Per potersi considerare membri efficaci di un gruppo di lavoro è necessario non solo possedere le conoscenze e competenze tecniche richieste dall’attività specifica (ad esempio, se il tuo gruppo si stesse occupando del lancio di un nuovo prodotto e tu fossi un grafico, potresti essere chiamato ad occuparti della realizzazione di una brochure esplicativa), ma anche tutta una serie di competenze comunicativo-relazionali per un’interazione costruttiva con gli altri.

E’ un aspetto fondamentale da considerare poichè il gioco di squadra e la sinergia in un gruppo portano ad ottenere migliori risultati.

Citando Michael Jordan: “Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati”.

Come dimostrare in fase di colloquio questa attitudine positiva? Potresti ad esempio raccontare di come hai gestito un lavoro di gruppo durante il periodo universitario, di come hai vissuto un’esperienza associativa tipo quella degli scout, e così via.

 

  1. La Motivazione

È il motore che ci spinge ad agire: motivo+azione.

È l’energia, l’impegno, l’entusiasmo e la passione che si rispecchiano nella capacità di (auto)motivarsi e motivare gli altri.

È forse la soft skill più difficile da valutare in sede di colloquio rispetto alle altre tre.

Se ti è capitato in passato di lavorare sul raggiungimento di un determinato obiettivo (come voler perdere peso o voler partecipare ad una gara di canto), ti sarai reso conto che il fatto di avere un grande desiderio di realizzarlo, da solo, non è stato sufficiente.

Il raggiungimento degli obiettivi richiede la capacità di persistere anche di fronte agli ostacoli, tenendo un chiaro piano d’azione di fronte a sé.

È quella carta che, quando manca, si fa sentire pesantemente: è uno dei motivi per cui il tuo lavoro potrebbe peggiorare, e di conseguenza la performance della tua azienda.

Rischia di essere molto alta appena si comincia per poi diminuire con il tempo ed incidere negativamente sulla produttività.

E quale titolare vorrebbe nella sua squadra un collaboratore che resta passivamente in azienda solo perché magari gli è sufficiente ricevere uno stipendio fisso?

Leggendo questo articolo, starai comprendendo quanto sono importanti le competenze trasversali e come vengono valutate in fase di selezione.

Ti diamo una buona notizia: al pari delle altre competenze, anche le soft skills possono essere allenate ed incrementate.

Quindi, non preoccuparti se pensi di non avere oggi ben chiaro cosa vuol dire costruire e definire un piano d’azione per gli obiettivi; o coltivare l’autostima per affrontare serenamente il mondo del lavoro; o rapportarsi in maniera efficace con il gruppo e con i propri responsabili.

Sta partendo un percorso formativo che potrebbe fare al caso tuo: EASI© BASIC.

Uno dei primi corsi in Italia dedicato alla crescita professionale e personale di collaboratori, figure junior, ma anche di persone che stanno per affrontare le primissime esperienze di lavoro.

I nostri trainer esperti in Soft Skills affronteranno temi legati alla percezione di sé, alla definizione degli obiettivi personali e professionali, alla relazione con gli altri e alla comunicazione efficace col cliente.

L’aspetto più importante è che ti daremo strumenti e consigli utili su come poter cambiare e migliorare tutti questi aspetti.

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Ci.Effe.

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L'autore

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